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Grande Fratello 16

E con la finalissima andata in onda ieri sera (che ha decretato il trionfo della 21enne Martina Nasoni, seguita da Enrico Contarin from Bessica e dal buon Gianmarco Onestini) cala il sipario su una delle edizioni che hanno creato più scalpore nella storia del Grande Fratello. E non certo in positivo, ecco.

Pietra dello scandalo, dal giorno 7 quando ha fatto il suo ingresso a sorpresa nella Casa al giorno 63 quando l’abbiamo finalmente vista uscire dalla porta rossa, Francesca De Andrè. Sempre lei, solo lei, ancora lei. Persino delle zecche si fa meno fatica a liberarsi, santo cielo.

Se avessi tempo da perdere (e se fossi masochista, certo) vorrei riguardarmi la puntata di ieri solo per cronometrare quanto cacchio sono riusciti a parlare di lei persino in finale, nonostante fosse la prima che – in base alle percentuali del televoto – avrebbe dovuto alzare i tacchi e levarsi dalle balle. E invece no, visto che non era stata abbastanza al centro dell’attenzione negli ultimi due mesi, ma organizziamoglielo un confronto con qualcuno, ma mostriamoglielo qualche rvm acchiappaconsensi (con scarsi risultati, s’intende), ma cuciamogliela addosso l’ennesima sorpresa featuring il suo cagnolino da riporto Gennaro Lillio, ma facciamoglielo qualche complimento immeritato.

E fu così che a Erica Piamonte, che al televoto era stata nettamente più apprezzata di lei col 38% delle preferenze, sono stati dedicati 10 minuti scarsi, senza neanche uno straccio di Best Moments e con un abbraccio al volo ai genitori per gentile concessione, mentre a Franceschina le solite due ore abbondanti, con gli altri concorrenti che han passato più lunedì sera chiusi in camera da letto che estati al mare. Che poi me lo dovete dire che problemi ha quel 18% che ha televotato perché la De Andrè fosse una dei finalisti, eh, che sono curiosa. In omaggio un TSO sotto l’ombrellone, che il sole in fronte potrebbe solo peggiorare la loro situazione me sa.

Francesca De Andrè è stata uno dei personaggi peggiori che abbiano mai partecipato ad un reality show, questa è la verità. Volgare, arrogante, cafona, maleducata, prepotente, egocentrica e chi più ne ha più ne metta. E ha voglia Iva Zanicchi a dire che “è stata l’anima del Gf 16“, che sarebbe stato difficile il contrario visto che per settimane non si è praticamente parlato d’altro, con le (poche) sorprese riservate ai restanti concorrenti relegate a dopo la mezzanotte, e “veloci che abbiamo ancora un sacco di cose da fare“.

Che la missione di Barbara D’Urso fosse quella di ricongiungerla al padre Cristiano De Andrè, bissando ciò che è accaduto lo scorso anno tra Veronica Satti e Bobby Solo, era chiaro a tutti. Ma a sto giro le è andata male, visto che – a parte l’iniziale diffida a parlare dei cavoli della loro famiglia in diretta tv – non si è mossa una foglia. E lungi da me elogiare in alcun modo lui, che dubito sia mai stato un padre esemplare, ma scaricargli addosso tutte le colpe del caratteraccio della figlia credo sia paradossale. Non solo perché, senza andare troppo lontano, non mi sembra che la sorella Fabrizia De Andrè sia messa allo stesso modo, ma anche perché se tutti quelli che hanno sofferto nella vita fossero giustificati a comportarsi comecazzoglipare altro che terza guerra mondiale.

C’è chi da un passato difficile trae la forza per essere una persona migliore di coloro che l’hanno delusa o ferita (citofonare a Serena Rutelli per la conferma) e chi lo sfrutta come alibi per fare il bello e il cattivo tempo restando clamorosamente impunite (ciao Francy!). E direi che c’è una bella differenza.

Tra l’altro sono convinta che l’eccessiva, spasmodica e faziosa tutela che Barbarella ha applicato nei confronti della De Andrè ogni santissimo lunedì sera non abbia fatto altro che peggiorare – se possibile – la situazione. Perché se già Francesca non faceva nulla per dimostrare di non essere solo la bulletta di periferia che traspariva dal live, il guanto di velluto che è stato usato nei suoi confronti, giustificando sempre ogni suo (pessimo) comportamento quando altri venivano cazziati in mondovisione per molto meno, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Che bella che sei Francesca!“, “Ma che brava che sei Francesca a non aver ceduto alle lusinghe di Gennaro finché la situazione con Giorgio non ti è sembrata chiara!“, “Ma non è vero che sei odiata, Francesca, sei anche molto amata!“, “Un applauso a Francesca, lei è così, le persone con una grande personalità non possono essere solo amate“, “Ma non è vero che Gennaro è stato eliminato per colpa di Francesca!“… ma BAAASTA, santo cielo, BAAASTA!

Edulcorarle la pillola è servito a ben poco. Primo, perché non l’ha aiutata minimamente a capire i propri (innumerevoli) errori, anzi l’ha motivata a fare sempre peggio. Secondo, perché quando Francesca è stata eliminata è partita un’ovazione spontanea che nemmeno ai mondiali del 2006, non solo in studio ma anche sui social, e alla De Andrè saranno bastati cinque minuti su Instagram per accorgersi che ad “amarla molto” sono rimaste giusto sua sorella Fabrizia e la D’Urso.

Ci credo che ieri hanno toccato “picchi del 42% di share“, ci sarà stato il mondo ad attendere impaziente quel calcioinculo che Francesca avrebbe dovuto beccarsi settimane e settimane fa, altro che arrivare alla finale. Chi avrebbe vinto non era importante (e infatti alla proclamazione di Martina c’è stata molta meno euforia che all’eliminazione della De Andrè, ça va sans dire), l’unica cosa che ci fregava era liberarci di lei e a seguire pure di Gennaro e Daniele Dal Moro, altri due che a parer mio avrebbero dovuto essere silurati molto tempo fa. Lillio, in particolare, altro che ‘debole‘ come sosteneva Cristiano Malgioglio ieri, questo se l’è studiata da casa per uscirne pure da vittima della strega di turno come un Gabbiano qualsiasi, peccato che non tutti siano stati così fessi da cascarci.

E, ripeto, non venitemi a dire “per fortuna che c’è stata Francesca, sennò di cosa avremmo parlato?“, perché un conto è un cast che non ha argomenti e un altro è che non gli venga data nemmeno la possibilità di tirarli fuori, perché tanto si parla sempre dei soliti 3 o 4.

Visto il disagione che questa sedicesima edizione del Grande Fratello ha portato con sé, direi che il podio finale è stato il meno peggio che ci potesse capitare. Certo, se avessi potuto scegliere ci avrei infilato sicuramente Erica al posto di Martina, che sarà tanto caruccia ma non ha preso mezza posizione in due mesi, riducendosi a zerbino di un ragazzo che la trattava palesemente a pesci in faccia e guardandosi bene dal nominare gente come Valentina Vignali o la De André nonostante ci si scontrasse continuamente, ma è già tanto che ci siamo scampati quegli altri, va.

A litigarsi il primo posto, per quanto mi riguarda, ci sarebbero dovuti essere Enrico e Gianmarco. Due ragazzi puliti, educati e genuini come se ne vedono pochi in giro, figuriamoci in televisione. Uno più riflessivo e l’altro più cazzone, uno più misurato e l’altro più esplosivo, sono stati – negli ultimi due mesi – forse gli unici a rimanere sempre fedeli a sé stessi, senza plasmarsi a favore del pubblico, senza inscenare nulla di finto pur di guadagnarsi mezza inquadratura in più. E, ancora più importante, sono stati i soli a tirare fuori gli attributi dicendo alla De Andrè ciò che pensavano di lei (in modo fin troppo garbato, per giunta), nominandola e correndo così il rischio di subirne le conseguenze. Le mie uniche luci in fondo al tunnel, grazie di esistere!

Concludo rammaricandomi dell’assenza, in questo Gf 16, degli aerei che sorvolano la Casa trainando eloquenti striscioni (un vero must negli ultimi anni in quel di Cinecittà), perché mi immagino quante soddisfazioni avrebbero potuto regalarci a sto giro. Altro che “Chechu, que pasa?“, si sarebbe scritta la storia.

Ah, e qualcuno dica alla Zia Malgy che col cavolo che l’anno prossimo lo vogliamo a casa a guardare il Grande Fratello alla televisione, svaccato sul divano col brodino caldo. Uno come lui il Gf dovrebbe condurlo, altroché! Dove si firma?

L’articolo ‘Grande Fratello 16’: l’opinione di Chia sulla finalissima proviene da Isa e Chia.

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