Silvio Berlusconi è stato senza alcun dubbio importante per la televisione in Italia, senza di lui certamente la tv non sarebbe stata quella che è stata e quella che è adesso, ma probabilmente qualcosa gli è stato d’ispirazione e quel qualcosa stava in via per Busto 15 a Legnano, una città alla periferia nord di Milano. Per molti questo indirizzo vorrà dire poco, per altri vorrà dire qualcosa, per qualcuno vuole dire molto. Era il 3 novembre 1977 quando sul canale UHF 52 delle televisioni lombarde (e zone limitrofe) nasceva una emittente che sarebbe diventata un autentico mito per il Nord Italia: Antennatre Lombardia.

Questa emittente nasceva dalla collaborazione fra Renzo Villa ed Enzo Tortora, quest’ultimo era stato emarginato dalla Rai per alcune frasi da lui dette rivolte agli allora dirigenti della televisione pubblica parecchio sarcastiche ma quanto mai azzeccate. L’inaugurazione di Antennatre Lombardia occupò tre giorni con tre serate dedicate allo sport la prima, con il ritorno sul ring di Sandro Mazzinghi e la conduzione di Ettore Andenna, la seconda condotta da Lucio Flauto e la terza condotta dallo stesso Tortora, con le regie di Davide Rampello, Cino Tortorella e Beppe Recchia. Poi con il tempo Antennatre Lombardia  divenne per tutti solo Antennatre stante l’espansione della sua possibilità di ricezione.

Antennatre era una televisione fatta di passione, di lavoro, di idee, di capacità di captare i bisogni e gli interessi del pubblico, sopratutto nel campo dell’intrattenimento. Ecco quindi che nascono in prima serata programmi come La Bustarella, condotta il venerdì da Ettore Andenna con la regia di Cino Tortorella. Poi il martedì c’è il Bingoooo, rigorosamente con tre “o”, tombolone musicale a premi condotto da Renzo Villa, che era anche il proprietario e direttore dei programmi dell’emittente, con la regia di Enzo Gatta. Quindi il mercoledì arrivavano i programmi comici diretti da Beppe Recchia e con protagonisti Massimo Boldi e Teo Teocoli (Non lo sapessi ma lo so condotto da Gerry Bruno) quindi Zuzzurro e Gaspare, Giorgio Faletti, i Gatti di vicoli miracoli, i Gufi e tanti tanti altri. Il giovedì ecco Ric e Gian e i loro show, fino al Guazzabuglio con Teocoli e Faletti ed il sabato l’appuntamento era con quel varietà pazzo di Beppe Recchia e scritto da Gino e Michele dal titolo Lo squizzofrenico, fino ad arrivare alla domenica sera  al Circo Pomofiore con Lucio Flauto (la prima Corrida televisiva).

Ad Antennatre nascono tanti artisti che poi hanno successo anche nelle televisioni nazionali, ne citiamo solo alcuni: Pamela Prati, Paola Perego, Carmen Russo, Milly Carlucci, Susanna Messaggio e tanti tanti altri. Fra il 1977, anno della sua citata inaugurazione ed il 1982 Antennatre spesso e volentieri superava gli ascolti della seconda rete della televisione di Stato. La formula vincente di Antennatre era, oltre al fatto di essere sintonizzata con il suo pubblico,  che sentiva il bisogno di una televisione più popolare e più vicina ai propri bisogni, anche per il rapporto con gli sponsor. Di fatto nei programmi di Antennatre nacquero le prime sponsorizzazioni, con le scenette dei vari conduttori che coinvolgevano i marchi delle aziende sponsorizzate. La forza di Antennatre è stata anche quella di mettere in contatto le aziende della zona con i propri potenziali clienti, che in questo modo andavano a cercare i loro prodotti proprio per sentirsi in qualche modo partecipi di quel coinvolgimento di massa che veniva rappresentato tutte le sere nello studio 1 di Legnano.

Già il mitico studio 1 che all’epoca era il più grande studio televisivo d’Europa. Tortora disse a Villa mentre lo si stava costruendo: “ma sei sicuro che riusciremo a riempirlo di gente?” e Villa rispondeva sempre di si. Quello studio poteva contenere ben 1.200 persone. Antennatre ha allevato anche tutta una serie di tecnici che poi sono andati a lavorare nelle altre emittenti televisive con grande successo. E’ stata una vera e propria scuola, nata da un sogno, ma che è diventata realtà per tanti. Ad Antennatre è nato televisivamente per esempio anche Marco Bassetti, attualmente CEO di Banijay e fra i più potenti uomini di televisione del pianeta Terra, dove faceva il mixer video di Cino Tortorella, regista della Bustarella di Ettore Andenna.

La forza di Antennatre è stata il sogno, ma quello è forse stato anche il suo limite alla fine della fiera. Noi diciamo però che è stato un prezzo giusto da pagare.  La voglia di restare disancorata dalla realtà politica dell’epoca con cui ha avuto più feeling Silvio Berlusconi, che di fatto ha preso l’esperienza di Antennatre e l’ha spalmata su tutto il territorio nazionale con l’ormai indimenticabile escamotage delle “video cassette”, l’ha bloccata all’interno dei suoi perimetri, di cui però nel frattempo aveva perso i contatti grazie anche ad un poco fortunato accordo con il circuito “Euro Tv” di cui poi era entrata a far parte proprio per evadere dai propri confini. Da lì sono nati i primi problemi fino al fallimento del 1987. L’emittente poi è stata acquistata da Espansione Tv, televisione privata comasca di Maurizio Giunco, per poi finire nel gruppo Mediapason di Sandro Parenzo di cui ora fa parte insieme a Telelombardia.

Ora se si passa davanti a quel cancello di via per Busto 15, nel confine fra Castellanza e Legnano si vede un posto abbandonato, pieno di erbacce che fa tanta tristezza. Dove prima c’era quello che vi abbiamo descritto, ora c’è l’abbandono e l’eco di un sogno spezzato da una notte senza luci. L’esperienza di Antennatre, per stessa ammissione di chi l’ha vissuta in prima persona,  è molto probabilmente irripetibile, ma ci piace pensare che in qualche modo continua nel lavoro di chi l’ha vissuta, ora presso altre realtà televisive. Antennatre era una tv di cuore, che come sappiamo è il motore delle passioni vere. Era una tv in cui si esprimeva la creatività senza bastoni fra le ruote, senza vincoli, con la sola voglia di liberare la propria inventiva, la propria fantasia al servizio della gente che la guardava con tanto piacere.

In tutto questo mi piace concludere questo pezzo ricordando l’anima di quella televisione, un uomo buono, onesto, generoso, leale e pieno di cuore, di passione, di creatività e di fantasia: Renzo Villa. Lui, dopo l’esperienza del 1975 a Telealtomilanese (Tv locale nata a Busto Arsizio e poi venduta alla Rizzoli)  con la liquidazione  della sua quota di 800 milioni di lire mise le basi per far nascere Antennatre insieme a Enzo Tortora. Villa è l’anima di Antennatre, è direttore dei programmi e tutte le trasmissioni di cui sopra nascono dalla sua inventiva, se non per i contenuti delle stesse, per la sua capacità di coinvolgere chi le realizzava, sapendo chiamare le persone giuste per ogni singolo programma. Renzo Villa era forse troppo buono per il mondo della televisione, sopratutto per quello che è diventato dopo quel mondo, quando la tv è diventata prima di tutto profitto e poi idea, o meglio l’idea deve essere prima di tutto al servizio del profitto e non del pubblico. A suo modo Antennatre ha fatto servizio pubblico e Villa ne è stato il vero anfitrione.

Renzo Villa univa una cosa forse unica in televisione, la voglia di essere protagonista sia davanti che dietro la telecamera, come se un pittore ambisse ad essere in qualche modo il modello di se stesso, ma tutte e due le cose le ha fatte con grande grazia, rispetto e sensibilità, senza narcisismo. In un’amabile chiacchierata con la figlia,  Villa dice la sua rispetto a questo tema :

 

Credo che sia troppo limitativo e forse ingiusto affermare che chi ama lo spettacolo sia prevalentemente un narciso, ossia che voglia sopratutto mettersi in mostra e farsi vedere. Personalmente ciò che amo è l’emozione che provo di fronte all’emozione altrui. Quando dico al pubblico “ti voglio bene” è una cosa che sento profondamente . Ma perchè voglio bene al pubblico? E’ una specie di “do ut des” perchè mi sembra di percepire dalle persone lo stesso affetto, lo stesso bene nei miei confronti. Ho avuto modo di dire più volte che il mio primo pubblico è stato quello dei bambini e i bambini non mentono nel comunicare le proprie emozioni.

 

Renzo Villa era un sognatore si, ma era anche uno che i suoi sogni li ha portati a diventare realtà e Antennatre, il passato di Antennatre è li a dimostrarlo. E’ passato tanto tempo, la televisione è cambiata, anche il pubblico è cambiato, ma quanto ci manca nella tv di oggi e non solo nella tv, un uomo come Renzo Villa e i connotati di quella esperienza che è stata la prima Antennatre, forse davvero irripetibile.

E’ la logica del tempo? Forse si, però voglio prendere una rosa e regalarla al tempo passato sperando che possa tornare ad aprirsi oggi. Un sogno anche questo? Forse si, ma lo voglio fare…

 

Dicono che il meglio sia già stato scritto
Che il presente è un soffio ed il futuro è incerto
Che ogni storia è solamente un opera della casualità
Dicono che vivere sia simile ad un viaggio
Che ogni cosa fugge ed è tutto di passaggio
E le emozioni forti con il tempo non si vivranno più
Mi guardo nello specchio e vedo sempre quello sguardo di anni fa
E un’anima leggera sempre accesa mentre tutto se ne va
In ogni momento

E nella logica del tempo qualsiasi cosa passerà
Anche se non ne cogli il senso
Un giorno il senso arriverà
Ed è una regola del mondo
Chi amore ha dato amore avrà
In questo tempo senza tempo
Che noi chiamiamo eternità

Dicono che il bene qui non ha mai vinto
Che il cinismo è figlio di un sogno che si è spento
Ed ogni desiderio con il tempo si rassegna alla realtà
Io invece chiudo gli occhi e ho sempre l’entusiasmo di anni fa
La mia anima non cambia e sogna ancora sogna e sognerà
E combatte nel vento

Perchè la logica del tempo qualsiasi cosa cambierà
Anche se non ne cogli il senso
Un giorno il senso arriverà
Ed è una regola del mondo
Chi amore ha dato amore avrà

In questo tempo senza tempo
Che noi chiamiamo eternità
Eternità

E nella logica del tempo qualsiasi cosa cambierà
Ma saper vivere il momento è il senso della libertà
Ed è una regola del mondo chi amore ha dato amore avrà
In questo tempo senza tempo
Che noi chiamiamo eternità

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