Il 9 settembre sono stati 22 anni dalla scomparsa di Lucio Battisti e Rai 2 ha voluto trasmettere, in prima serata, il docufilm “Io tu noi, Lucio”, descritto proprio come “un racconto a più voci e testimonianze inattese, nel percorso musicale del più innovativo tra i cantautori e musicisti italiani”.

E’ qui il succo di queste due ore dedicate alla memoria di Lucio Battisti, alla sua carriera, alle sue scelte, alla sua collaborazione e sodalizio con Mogol: il racconto a più voci. E’ una scelta che rischia di risultare dispersiva. Tante voci, interventi spesso molto brevi -con riprese varie ed eventuali nel corso del docufilm- che, a volte, hanno avuto il sapore di un commento troppo criptico o limitante.

Da Gianna Nannini a Mario Biondi passando per Mogol e Riccardo Scamarcio, tutti quanti hanno raccontato la propria impressione, il ricordo e il valore dei brani storici del cantautore. Intervallati e intervallandosi, con Sonia Bergamasco cinematograficamente Virgilio, nei suoi (pochi) interventi. Una voce narrante nella narrazione dei vari protagonisti.

Un peccato, in un documefilm su Lucio Battisti, le esibizioni troppo accorciate, abbreviate, per un risultato finale che ha il sapore di impressioni (altrui) e poco di davvero personale.

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Appuntamento questa sera, giovedì 10 settembre, in prima serata alle 21.20 su Rai2 con Io tu noi, Lucio, il docufilm di Indigostories prodotto da Alessandro Lostia con la regia di Giorgio Verdelli.

A 22 anni dalla scomparsa, che ricorre il 9 settembre, sarà Sonia Bergamasco a guidare lo spettatore attraverso un racconto a più voci e testimonianze inattese, nel percorso musicale del più innovativo tra i cantautori e musicisti italiani.

Io tu noi, Lucio è un viaggio nell’universo di Lucio Battisti, dagli esordi come chitarrista nei dancing ai trionfi con Mogol, sino agli ultimi dischi con i testi della moglie in arte Velezia e del poeta Pasquale Panella.

Musicisti, amici e collaboratori raccontano l’artista inimitabile, l’uomo di rottura che ha abbattuto tutti gli schemi della nostra musica, rivelandoci tutti i segreti di come Lucio incideva i suoi capolavori. Una personalità complessa che si celava dietro una solo apparente semplicità musicale, che nascondeva in realtà un produttore meticoloso che non lasciava nulla al caso, le cui soluzioni musicali e la scrittura internazionale sorprendono ancora oggi, svelando la modernità della sua composizione capace di conquistare anche le giovani generazioni.

Carlo Verdone, Paola Turci, Ron, Eugenio Finardi, Niccolò Fabi, Gianna Nannini, Riccardo Scamarcio, Vasco Rossi, Ermal Meta, Mogol, Geoff Westley, Edoardo Bennato, Mario Lavezzi, Mario Biondi, Renzo Arbore e tanti altri ne raccontano suggestioni musicali e poetiche. Dal debutto alle contestazioni della critica per la sua insolita dimensione timbrica che usciva dai canoni classici accarezzando sfumature soul e popolari, percepita invece dal pubblico come una grande novità, passando per la sua capacità di suscitare emozioni e la sua forza comunicativa.

E ancora tra gli altri Tony Cicco, Franco Mussida, Claudio Pascoli, Franco Daldello, Roby Matano, Pietruccio Montalbetti, Alberto Radius, Vince Tempera, Alberto Salerno, Ron, Mara Maionchi, Claudio Bonivento, Le Vibrazioni, Colapesce, Antonio Di Martino, descriveranno Lucio Battisti, insieme alle straordinarie immagini d’archivio, legate indissolubilmente alle sue canzoni, capolavori immortali entrati a pieno titolo anche nel linguaggio comune degli italiani. Ancora tu, Il tempo di morire, Un’avventura, Acqua azzurra, acqua chiara, Il mio canto libero, Emozioni, I giardini di marzo, Anna, La collina dei ciliegi, Io vorrei…non vorrei…ma se vuoi, Sì, viaggiare, Con il nastro rosa, La canzone del sole, Non è Francesca, Io vivrò (senza te), E già, e tantissimi altri successi.

Scopriremo l’amore di Lucio per la soul music, la curiosità verso nuovi orizzonti musicali, l’abilità come arrangiatore e produttore e la voglia di stabilire sempre nuovi traguardi restando assolutamente personale: la stima di David Bowie e Pete Townshend degli Who e l’ammirazione di musicisti come Jack Savoretti e Cristiano Godano.

Io tu noi, Lucio è un docufilm Indigostories prodotto da Alessandro Lostia, con Sonia Bergamasco, scritto da Giorgio Verdelli in collaborazione con Michaela Berlini e Ines Paolucci. Organizzatore generale Ramona Di Marco, produttore esecutivo Silvia Fiorani. La regia è di Giorgio Verdelli, autore di programmi televisivi e ideatore di “Unici”.

Indigostories, la società di Indigo Film specializzata nella produzione di documentari e di format per la tv guidata da Alessandro Lostia.

Giorgio Verdelli, affermato autore di programmi televisivi e ideatore di “Unici”, torna alla regia di docufilm dopo il successo del lungometraggio “Pino Daniele – Il tempo resterà”, premiato con il Nastro d’argento nel 2018 ed alla vigilia del debutto di “Paolo Conte, Via con Me” evento speciale fuori concorso della 77 Mostra del Cinema di Venezia.

Noi di Tvblog seguiremo il docufilm con il nostro consueto liveblogging a partire dalle 21,15 circa. A più tardi!

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Io tu noi, Lucio: ma i veri protagonisti sono i ricordi e i racconti degli altri é stato pubblicato su alle 22:51 di Thursday 10 September 2020

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