Sei puntate, poco più di un mese. Ecco quanto è durato L’Aria di domenica, lo spin-off de L’aria che tira, andato in onda su La7 dal 15 novembre al 20 dicembre 2020.

Dopo la pausa natalizia il programma domenicale di Myrta Merlino non è più tornato in onda. E non lo farà nemmeno nelle prossime settimane. Stando a quanto risulta a Blogo, infatti, l’esperimento è da considerarsi per il momento concluso. E con esso è terminato – e fallito – anche il tentativo di emulare Giletti e Floris .

Chiudendo la puntata del 20 dicembre , la padrona di casa aveva ringraziato Vauro Senesi e Gerardo Greco per averla affiancata in questo “viaggetto domenicale che continuerà, vi faremo sapere…“.

Interpellata oggi da Blogo, la Merlino ha definito L’Aria di Domenicaun esperimento pienamente riuscito perché ha raggiunto il target prefissato del 3% di share, un risultato raggiunto in anticipo rispetto ai tempi previsti e richiesti dall’Azienda“.

La Merlino ha anche sottolineato che con L’Aria di Domenicasi è dimostrato che un programma del genere la domenica può ottenere un buon riscontro dal pubblico” e ha aggiunto che “per questo, stiamo ragionando su una sua riedizione nel medio periodo“.

Quindi ha precisato che “al momento, però sono totalmente concentrata sulla striscia quotidiana de L’Aria che tira“, perché “vogliamo seguire al meglio questa fase storica del nostro Paese che sul piano politico, dell’economia e della cronaca, in particolare per quel che riguarda l’emergenza sanitaria, offre continui spunti di analisi e di riflessione…in questo momento direi che non è manco un lavoro giorno per giorno, ma minuto per minuto“.

Va detto, per amor di verità, che L’Aria di domenica ha faticato non poco in termini di ascolti. Non a caso, già nella terza puntata, ha adottato la strategia dello scorporo .

Dopo aver debuttato al 3% di share e con oltre mezzo milione di spettatori, infatti, la trasmissione domenicale era scivolata nel secondo appuntamento all’1,8% perdendo per strada oltre 200 mila spettatori, per poi risalire al 2,2% (nella prima parte della terza puntata) e all’1,5 (nella seconda parte della terza puntata). La quarta puntata era stata vista da 517.000 spettatori (share del 2.6%) nella prima parte e 408.000 (2.2%) nella seconda, mentre la quinta non era andata oltre i 332.000 spettatori (share dell’1.8%) nella prima parte, e 258.000 spettatori pari all’1.5%, nella seconda parte della durata di 19 minuti. L’epilogo era stato seguito da 511.000 spettatori (share del 2.9%) nella prima parte, e da 498.000 spettatori (3%), nella seconda parte.

Troppo poco, evidentemente.

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