Il neo Presidente del Consiglio Mario Draghi – che ha giurato oggi al Quirinale – quando concederà la sua prima intervista televisiva? E in quale programma?

Ragionando sul fatto che al momento non si conosce ancora il nome del portavoce del neo Premier, ossia della persona che si occuperà della sua comunicazione, si potrebbe facilmente bollare come precipitosa la domanda.

Della serie: prima di capire da quale giornalista si farà intervistare in tv per la prima volta da Presidente del Consiglio, forse sarebbe più sensato conoscere il nome del Rocco Casalino (che intanto va in tv a promuovere il suo libro) del professor Draghi.

Vero, ma lo è altrettanto che la televisione sia già pronta a corteggiare l’ex Presidente della Banca europea centrale. Il quale, nel nuovo ruolo di Presidente del Consiglio, difficilmente potrà rinunciare al dialogo con un media come la televisione, ancora così centrale nella pubblica opinione.

Lo stile comunicativo di Draghi è sempre stato improntato alla sobrietà, con rarissime apparizioni extra istituzionali. Nonostante il prestigioso curriculum di livello internazionale e la competenza da tutte le parti riconosciuta, Draghi è un personaggio politico praticamente sconosciuto dal pubblico dei talk show italiani. Una sorta di mistero televisivo. Non a caso non si ricordano interviste concesse da Draghi a programmi del piccolo schermo italiano.

Provando a fornire una risposta che ha aperto questo articolo, le ipotesi più sensate sembrano riguardare Che tempo che fa di Fabio Fazio e Otto e mezzo di Lilli Gruber. In entrambi i casi prodotti televisivi con un linguaggio istituzionale e con conduttori dal profilo adeguato ad una figura del calibro di Draghi.

La soluzione più ovvia e più ‘sicura’ potrebbe però essere quella di un’intervista da concedere ad un telegiornale, con il Tg1 in pole position per motivi ‘politici’ (il suo direttore è in quota M5S, che rimane ovviamente la prima forza parlamentare del governo) e formali (è la rete ammiraglia della tv pubblica).

Appare più difficile che la prima intervista possa essere ospitata da Giovanni Floris a DiMartedì, come accadde invece per Giuseppe Conte nel novembre del 2018 (con Casalino ad applaudire alle sue spalle).

Praticamente impossibile immaginare che la scelta di Draghi e del suo ancora sconosciuto portavoce cada sui vari Massimo Giletti, Paolo Del Debbio, Nicola Porro o Mario Giordano, considerando il taglio molto pop (per usare un eufemismo che non offenda nessuno) delle loro trasmissioni di prima serata. Neanche da citare l’opzione Barbara d’Urso. Potrebbe avere qualche chances in più Corrado Formigli con il suo Piazzapulita, che però va considerato un outsider. Non da escludere l’opzione Porta a porta dell’eterno Bruno Vespa, anche se la platea della seconda serata è per ovvi motivi più striminzita.

E se alla fine Mario Draghi, già oggetto di svariate imitazioni , scegliesse di non palesarsi negli studi televisivi, preferendo spedire davanti alle telecamere i ministri, così come fino a questo momento ha deciso di sottrarsi dal palcoscenico dei social?

Continua a leggere su Blogo